Per me, scrivere oggi è come scrivere DA SEMPRE, gli scrittori sono sempre stati e saranno trasmettitori di idee, pensiero, evoluzione di costumi, di comportamenti, di mode e quant’altro di simile. La cosa importante è che si venga letti. Ecco, forse, questo oggi è più difficile di ieri perchè lo scrittore e la scrittrice di oggi devono fare i conti con una miriade di problemi contigenti dovuti non solo alla pubblicazione ma soprattutto alla distribuzione.
Tutto dipende da questo, è inutile dire che il prodotto debba essere buono, questo non lo discuto neppure perchè se si viene pubblicati da una casa editrice seria, non credo che codesta accetti di pubblicare un prodotto scadente.
Poi per noi scrittori la massima gratificazione, è essere letti e non c’è musica migliore per le orecchie di uno scrittore e di una scrittrice che sentirsi dire dai propri lettori che nei loro scritti essi si siano ritrovati, che abbiano vissuto le stesse emozioni dell’autore/autrice e ( a me è successo) che dopo aver terminato di leggere il libro si sono sentiti “orfani” dei personaggi che per alcuni giorni – ecco anche ciò è gratificante che ti dicano che prima di terminarlo, non si sono potuti staccare e lo hanno “divorato” – hanno fatto loro compagnia.
Queste situazioni fra lettori e scrittori, secondo me, esistevano ieri come oggi, per cui essere scrittori oggi è precisamente SIMILE a ieri, è cambiato ciò che è al di fuori della simbiosi Scrittore/Lettore.
Per me, scrivere oggi è come scrivere DA SEMPRE, gli scrittori sono sempre stati e saranno trasmettitori di idee, pensiero, evoluzione di costumi, di comportamenti, di mode e quant’altro di simile. La cosa importante è che si venga letti. Ecco, forse, questo oggi è più difficile di ieri perchè lo scrittore e la scrittrice di oggi devono fare i conti con una miriade di problemi contigenti dovuti non solo alla pubblicazione ma soprattutto alla distribuzione.
Tutto dipende da questo, è inutile dire che il prodotto debba essere buono, questo non lo discuto neppure perchè se si viene pubblicati da una casa editrice seria, non credo che codesta accetti di pubblicare un prodotto scadente.
Poi per noi scrittori la massima gratificazione, è essere letti e non c’è musica migliore per le orecchie di uno scrittore e di una scrittrice che sentirsi dire dai propri lettori che nei loro scritti essi si siano ritrovati, che abbiano vissuto le stesse emozioni dell’autore/autrice e ( a me è successo) che dopo aver terminato di leggere il libro si sono sentiti “orfani” dei personaggi che per alcuni giorni – ecco anche ciò è gratificante che ti dicano che prima di terminarlo, non si sono potuti staccare e lo hanno “divorato” – hanno fatto loro compagnia.
Queste situazioni fra lettori e scrittori, secondo me, esistevano ieri come oggi, per cui essere scrittori oggi è precisamente SIMILE a ieri, è cambiato ciò che è al di fuori della simbiosi Scrittore/Lettore.
non trovo il regolamento
Questo post apre nuovi orizzonti. Nome e concetto insieme, molto bello